I rischi di un PAC
Di Luca Miceli · aggiornato il 12 ottobre 2026
Un PAC è un modo di versare, non uno strumento: il rischio dipende da ciò che compri. In questa guida parliamo del rischio più noto, quello dei prezzi che oscillano, come accade per azioni, ETF e obbligazioni. Non tutti gli strumenti hanno prezzi che oscillano: il capitale di un libretto o di un conto deposito non cambia di giorno in giorno. Questo non vuol dire che non abbia rischi, ma che hanno un'altra natura, per esempio l'inflazione, che riduce il potere d'acquisto. Una premessa: Nemayak non dà suggerimenti finanziari. Le simulazioni servono a orientarsi e a capire i rischi, non a stabilire cosa fare.
Il rendimento medio non è un rendimento certo
Nel calcolatore PAC di Nemayak il rendimento è lo stesso ogni anno, per esempio il 5%. Nella realtà gli strumenti con prezzi che oscillano alternano annate positive e negative, e una media del 5% può nascondere anni a −15% e anni a +9%. Il calcolatore non accetta nemmeno rendimenti negativi: per questo non può mostrare questo rischio, e gli esempi di questa guida sono costruiti a mano, con lo stesso motore di calcolo applicato un anno alla volta.
L'ordine dei rendimenti conta anche quando versi
Prendiamo il solito esempio: 300 € al mese per 20 anni, 72.000 € versati in tutto. Immaginiamo sedici annate a +9% e quattro negative, di −15%, −10%, −8% e −5%. Messe insieme, rendono come un 5,0% costante all'anno, cioè come l'esempio di base. Cambia solo l'ordine: le quattro annate negative arrivano all'inizio oppure alla fine.
| Scenario | Capitale dopo 20 anni |
|---|---|
| Le quattro annate negative arrivano per prime | 173.029 € |
| Rendimento costante del 5% all'anno | 121.741 € |
| Le quattro annate negative arrivano per ultime | 95.105 € |
Lo stesso rendimento medio porta a 77.924 € di differenza. La ragione è semplice: all'inizio il capitale è piccolo, una perdita pesa poco e i versamenti successivi comprano a prezzi più bassi; alla fine il capitale è grande e una perdita lo colpisce per intero. Nessuno può sapere in anticipo in che ordine arriveranno le annate, quindi non è un vantaggio che si possa cercare. Una perdita vicino alla fine ha meno tempo per essere recuperata. Quando poi si preleva, l'ordine conta in un altro modo: lo vediamo nella guida su decumulo e rischio di sequenza.
Perdite e recuperi
Dopo una perdita serve un guadagno più grande per tornare al punto di partenza. Dopo un −20% serve un +25%; dopo un −30% serve un +43%; dopo un −50% serve un +100%. È aritmetica, non una previsione: dice solo che le perdite grandi sono più difficili da recuperare di quanto sembri guardando la percentuale. Quanto tempo ci voglia e se ci sia un recupero dipende dal mercato e dal momento.
Le crisi non si possono prevedere
Nessuno sa quando arriverà una crisi, quanto sarà profonda né quanto durerà. Per questo questa guida non propone scenari «tipici» né durate medie: sarebbero un'illusione di precisione. Gli esempi servono a capire un meccanismo, non a stimare cosa accadrà. Una domanda utile, suggerita anche dalla Consob, è se potresti aver bisogno di quei soldi prima del previsto. Cosa è successo in diverse crisi del passato lo racconta la guida Alcune crisi storiche dei mercati.
L'orizzonte temporale
L'orizzonte temporale è il periodo per cui pensi di tenere l'investimento prima di usare quei soldi. Secondo la Consob un orizzonte lungo non elimina i rischi: riduce soprattutto il rischio di dover vendere in perdita per bisogno di liquidità, perché hai più tempo per attraversare le fasi negative.
Per avere un ordine di grandezza abbiamo ricalcolato i dati pubblicati dall'economista Robert Shiller sull'indice azionario americano S&P Composite, con i dividendi reinvestiti, da gennaio 1871 a settembre 2023. Per ogni durata, la tabella dice su quanti periodi un investimento, iniziato in un mese qualsiasi, si è chiuso in perdita.
| Durata | Quota in perdita, dopo l'inflazione | Quota in perdita, in valore nominale |
|---|---|---|
| 1 anno | 31,0% | 27,8% |
| 5 anni | 19,0% | 10,4% |
| 10 anni | 11,3% | 3,0% |
| 20 anni | 0,1% | 0,0% |
| 30 anni | 0,0% | 0,0% |
Le perdite sono state meno frequenti sugli orizzonti lunghi, ma sugli orizzonti medi non sono sparite: dopo l'inflazione, il periodo peggiore di 10 anni ha reso −5,9% l'anno e quello di 20 anni −0,2% l'anno.
Questi dati hanno limiti precisi. Riguardano un solo mercato, quello americano, osservato col senno di poi e in dollari. I periodi si sovrappongono, quindi non sono osservazioni indipendenti, e i prezzi mensili sono medie dei prezzi giornalieri. L'indice non ha costi né tasse, e un investimento in un'unica soluzione non è un PAC. Non è una regola né una garanzia: non vale per un singolo titolo e una crisi può arrivare proprio vicino alla fine. Per gli strumenti senza oscillazione di prezzo il tempo gioca al contrario: più passa, più l'inflazione può erodere il valore reale (vedi inflazione e valore reale).
Il rischio che porti con te: il comportamento
Benjamin Graham, nel suo libro The Intelligent Investor, ha proposto un'immagine rimasta famosa: Mr Market. Immagina un socio che ogni giorno ti propone un prezzo per la tua quota: a volte è euforico e chiede molto, a volte è depresso e svende. Il prezzo che propone parla del suo umore più che del valore dell'azienda: serve a ricordare che il prezzo del giorno non è tutto ciò che conta. Vale solo per strumenti quotati ogni giorno: per un libretto non c'è nessun mercato che propone un prezzo.
Il comportamento ha un costo. Se il prezzo passa da 100 a 70, 300 € comprano 4,29 quote invece di 3: le reazioni d'impulso, di paura o di entusiasmo, cambiano il risultato, e il calcolatore non le mostra.
Cosa la simulazione non può mostrare
Il calcolatore usa un rendimento costante, senza tasse e con costi opzionali: descrive abbastanza bene uno strumento senza oscillazioni e molto male uno i cui prezzi oscillano. Per questi ultimi il rendimento che inserisci è un'ipotesi, non una promessa: prova valori diversi e guarda quanto cambia il risultato. Il rischio dipende anche da ciò che compri: lo spieghiamo nella guida Che rischio corre ciò che compri.
Contenuto a scopo informativo: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.
Fonti
- Consob, «L'orizzonte temporale» — il tempo, gli obiettivi di rendimento e il rischio.
- Consob, «Rischio e rendimento» — cosa si intende per rischio.
- Robert J. Shiller, «Online Data» — serie mensile dell'S&P Composite statunitense dal 1871, con dividendi e inflazione, scaricata il 12 ottobre 2026; la serie scaricata arriva a settembre 2023.
- Mr. Market — la metafora di Benjamin Graham, The Intelligent Investor (prima edizione 1949; capitolo 8 nelle edizioni dal 1973).