Alcune crisi storiche dei mercati
Di Luca Miceli · aggiornato il 12 ottobre 2026
I mercati hanno attraversato crisi molto diverse tra loro. Qui ne raccontiamo nove (le due bolle del 1720 in un'unica sezione), raggruppate per tipo e non per data, con le date e le cifre riportate da fonti che puoi aprire. Non è un elenco completo: ne esistono molte altre, ognuna diversa dalle altre. Queste storie non permettono di prevedere la prossima crisi né di stimarne la durata: raccontano cosa è successo, senza trarne indicazioni. Nemayak non dà suggerimenti finanziari: le simulazioni servono a orientarsi e a capire i rischi, non a stabilire cosa fare.
Bolle speculative
Prezzi che salgono rapidamente e poi crollano, di solito su pochi beni o società.
La tulipomania (1634–1637)
Nelle Province Unite, tra il 1634 e il febbraio 1637, i prezzi dei contratti per comprare bulbi di tulipano salirono in modo rapido, fino a che, all'inizio di febbraio 1637, crollarono all'improvviso. Al culmine, alcuni bulbi costavano più di dieci volte il reddito annuo di un artigiano specializzato, e alcuni contratti passavano di mano più volte. I dati di quegli anni sono pochi e in parte vengono da fonti di parte, e gli storici discutono ancora quanto la vicenda sia stata grave per l'economia olandese: il racconto più famoso, quello di Charles Mackay del 1841, è contestato. Per questo non ne ricaviamo altre cifre.
Le bolle del 1720: Mississippi e Mari del Sud
Nel 1720 due compagnie europee ebbero andamenti simili. In Francia la compagnia di John Law, ribattezzata Compagnie des Indes nel 1719, vide le sue azioni arrivare a un massimo di 10.000 livres; nella seconda metà del 1720 crollarono, ad aprile 1721 la compagnia passò sotto il controllo dello Stato e a settembre 1721 le azioni valevano 500 livres, il livello da cui erano partite. In Gran Bretagna la South Sea Company, fondata nel 1711 per gestire il debito pubblico, vide il titolo passare da circa 100 sterline a circa 1.000 in un anno: toccò le 1.000 sterline ai primi di agosto del 1720 e scese a 100 prima della fine dello stesso anno.
La bolla dot-com (1995–2002)
L'indice Nasdaq Composite, che raccoglie molte società tecnologiche, toccò il massimo il 10 marzo 2000, a 5.048,62. Secondo la voce di Wikipedia, gli indici dei titoli tecnologici scesero di circa il 78% dal massimo entro l'ottobre 2002. Come per ogni indice, la cifra descrive l'indice, non le singole società.
Crolli di Borsa e crisi finanziarie
Cali improvvisi dei listini e crisi che coinvolgono banche e credito.
Il 1929
Secondo la Federal Reserve, il Dow Jones Industrial Average salì di sei volte, da 63 nell'agosto 1921 a 381 nel settembre 1929. Lunedì 28 ottobre 1929 l'indice perse quasi il 13%, il giorno dopo quasi il 12%, e a metà novembre aveva perso quasi metà del suo valore. La discesa continuò fino all'estate del 1932, quando l'indice chiuse a 41,22, il valore più basso del Novecento e l'89% al di sotto del massimo. Tornò sul livello del massimo del 1929 il 23 novembre 1954. Sono i livelli di chiusura dell'indice: non dicono cosa avrebbe ottenuto chi avesse continuato a versare, perché dipende da quando e da quanto.
Il 1987: il «lunedì nero»
Il 19 ottobre 1987, il «lunedì nero», il Dow Jones Industrial Average perse il 22,6% in una sola seduta: secondo la Federal Reserve è il maggiore calo giornaliero della storia. A differenza di altre crisi finanziarie, non fu seguito da una recessione né da una crisi bancaria. In due sedute l'indice recuperò il 57% del calo di quel giorno.
La crisi del 2008
La recessione negli Stati Uniti cominciò a dicembre 2007, dopo anni di crescita dei prezzi delle case e dell'indebitamento delle famiglie, e finì a giugno 2009. A settembre 2008 fallì Lehman Brothers e la Federal Reserve intervenne per sostenere AIG. Dal massimo al minimo il prodotto interno lordo americano scese del 4,3%, la recessione più profonda dalla seconda guerra mondiale, e la disoccupazione passò da meno del 5% al 10%. Non riportiamo cifre sui listini azionari di quel periodo.
Shock esterni
Eventi che non nascono nei mercati: un embargo petrolifero, una pandemia.
Lo shock petrolifero del 1973-74
Il 19 ottobre 1973 i paesi dell'OAPEC, esportatori arabi di petrolio, avviarono un embargo verso gli Stati Uniti e una serie di tagli alla produzione. Il prezzo del petrolio quasi quadruplicò, da 2,90 dollari al barile prima dell'embargo a 11,65 dollari nel gennaio 1974. L'embargo fu revocato nel marzo 1974, ma i prezzi alti restarono. Secondo la Federal Reserve, prezzi del petrolio più alti tendono a generare insieme spinte inflazionistiche e una crescita più lenta. Non riportiamo cifre sui listini azionari di quel periodo.
Covid-19 (2020)
Secondo il comitato che data i cicli economici americani (NBER), l'attività economica toccò il picco a febbraio 2020 e il minimo ad aprile 2020: una recessione di due mesi, la più breve mai registrata. Lo stesso comitato precisò di non aver concluso che l'economia fosse tornata a operare a capacità normale. In Borsa, secondo la voce di Wikipedia, l'S&P 500 e il Nasdaq Composite chiusero ai massimi il 19 febbraio 2020: in sei giorni di Borsa gli indici di Wall Street persero almeno il 10%, la correzione più rapida dai massimi mai registrata; l'11 marzo il Dow entrò in mercato ribassista e a novembre 2020 gli indici americani erano tornati ai livelli di gennaio.
Cosa non si può ricavare
Le nove vicende hanno cause, durate e dimensioni diverse: bolle di prezzo su pochi beni, crolli di Borsa e crisi legate al credito, shock che arrivano dall'esterno. Per questo non esiste una durata «tipica» né un calo «normale». Anche i tempi di recupero cambiano molto: il Dow impiegò più di 25 anni a tornare sul massimo del 1929, mentre gli indici americani del 2020 erano tornati ai livelli di gennaio entro novembre. Sono livelli di indici, e due casi non fanno una regola: il tempo di recupero non è prevedibile. Queste cifre non dicono cosa accadrà in futuro. Il calcolatore usa un rendimento costante e non accetta rendimenti negativi, quindi non mostra nulla di tutto ciò. Per vedere cosa cambia quando le perdite arrivano in momenti diversi, c'è la guida I rischi di un PAC.
Contenuto a scopo informativo: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.
Fonti
- Federal Reserve History, «Stock Market Crash of 1929» — livelli e date del Dow Jones.
- Federal Reserve History, «The Great Recession and its aftermath» — recessione 2007-2009, PIL e disoccupazione.
- Federal Reserve History, «Stock Market Crash of 1987» — il calo di un giorno e la reazione dei mercati.
- Federal Reserve History, «Oil Shock of 1973-74» — l'embargo e il prezzo del petrolio.
- NBER, annuncio del Business Cycle Dating Committee del 19 luglio 2021 — date della recessione del 2020.
- Wikipedia, «2020 stock market crash» — i mercati nel 2020 (con le fonti citate nella voce).
- Wikipedia, «Tulip mania» — la tulipomania e il dibattito tra gli storici (con le fonti citate nella voce).
- Wikipedia, «Mississippi Company» — la compagnia di John Law (con le fonti citate nella voce).
- Wikipedia, «South Sea Bubble» — la bolla dei Mari del Sud (con le fonti citate nella voce).
- Wikipedia, «Dot-com bubble» — la bolla dot-com e il Nasdaq (con le fonti citate nella voce).
- Garber, «Tulipmania», Journal of Political Economy, 1989 — per approfondire il dibattito tra gli storici; le cifre di questa guida non ne dipendono.
- Thompson, «The tulipmania: fact or artifact?», Public Choice, vol. 130, 2007 — il dibattito sulla tulipomania.
- Garber, «Famous First Bubbles», Journal of Economic Perspectives, 1990 — le bolle più antiche a confronto.
- Frehen, Goetzmann, Rouwenhorst, «New evidence on the first financial bubble», Journal of Financial Economics, 2013 — le bolle del 1720.