Che rischio corre ciò che compri

Di Luca Miceli · aggiornato il 12 ottobre 2026

Un PAC è un modo di versare, non uno strumento: il rischio dipende da ciò che compri con quei versamenti. Qui confrontiamo azioni, obbligazioni, libretti e conti deposito, che hanno rischi di tipo diverso. Nemayak non dà suggerimenti finanziari: le simulazioni servono a orientarsi e a capire i rischi, non a stabilire cosa comprare.

Il rischio non è uno solo

Il rischio ha più forme; le cinque principali sono queste. Il rischio di prezzo: il valore dello strumento scende. Il rischio di tasso: i tassi di mercato salgono e il prezzo di un'obbligazione già emessa scende. Il rischio di credito: chi ha emesso lo strumento non riesce a pagare. Il rischio di inflazione: i prezzi salgono e con la stessa cifra compri meno. Il rischio di liquidità: non riesci a vendere quando ti serve, perché non c'è un mercato in cui farlo. Uno strumento il cui prezzo non oscilla ha rischi diversi, di solito più contenuti ma non assenti: il rischio cambia natura.

StrumentoIl prezzo oscilla?Rischi principali
AzioniSì, ogni giorno se sono quotatePrezzo (rischio di perdita); rischio specifico della società, riducibile diversificando
ObbligazioniSì, anche se alla scadenza è previsto il rimborsoTasso, credito, inflazione
Libretti e conti depositoNoInflazione, vincoli, banca (garanzia fino a 100.000 € per depositante e per banca; libretti postali: Stato)
Azioni non quotateIl prezzo si forma solo quando si vendeLiquidità, tra gli altri

Azioni

Il prezzo di un'azione può scendere sotto quello a cui l'hai comprata, per fattori comuni a tutte le azioni, come una crisi dell'economia, o specifici della singola società. Il rischio specifico si può ridurre diversificando, cioè comprando azioni di più società in settori e paesi diversi, per esempio tramite fondi o ETF; quello comune a tutte le azioni no. Come oscilla il prezzo e perché conta l'ordine dei rendimenti lo spieghiamo nella guida I rischi di un PAC.

Obbligazioni

Chi compra un'obbligazione presta denaro all'emittente, uno Stato o una società, e riceve spesso delle cedole; alla scadenza l'emittente si impegna a pagare il valore di rimborso, normalmente pari al valore nominale. Il prezzo può però scendere per due motivi. Il rischio di tasso: se i tassi di mercato salgono, il prezzo delle obbligazioni già emesse scende; l'effetto cresce con la durata del titolo e riguarda soprattutto quelle a tasso fisso. Il rischio di credito: la situazione dell'emittente peggiora, fino a non riuscire a pagare gli interessi o il rimborso. Alla scadenza il rimborso è previsto, se l'emittente può pagare; chi vende prima incassa il prezzo del momento, che può essere più basso di quello di acquisto.

Libretti e conti deposito

Il capitale di un libretto o di un conto deposito non oscilla: ciò che versi, più gli interessi maturati, non diminuisce, al lordo di imposte e costi. Restano però altri rischi. L'inflazione: nel tempo riduce il valore dei risparmi, e più passano gli anni più l'effetto si accumula. I vincoli: alcuni conti hanno una durata, e le condizioni cambiano da contratto a contratto. La banca: per le banche italiane che aderiscono al Fondo interbancario di tutela dei depositi la garanzia arriva a 100.000 € per depositante e per banca; le banche di credito cooperativo hanno un fondo proprio. Oltre il limite la garanzia non arriva. I libretti postali, emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane, seguono un'altra regola: sono garantiti dallo Stato italiano.

Un esempio con il calcolatore

Per vedere quanto pesa l'inflazione, prendiamo 300 € al mese per 20 anni, 72.000 € versati in tutto, con tre tassi ipotetici, non attribuiti a uno strumento. Con un'inflazione del 2% l'anno, la terza colonna mostra quanto vale oggi il capitale. Per sapere se è cresciuto davvero bisogna confrontarlo con i versamenti espressi nello stesso modo: i 72.000 € sono euro di anni diversi, e in euro di oggi valgono 59.403 €. È il termine di confronto dell'ultima colonna.

Tasso annuo ipotizzatoCapitale dopo 20 anniIn euro di oggi, con inflazione del 2%Rispetto ai versamenti in euro di oggi
1%79.631 €53.589 €−5.814 €
2%88.269 €59.403 €0 €
5%121.741 €81.928 €+22.525 €

Con un rendimento pari all'inflazione, il capitale vale in euro di oggi quanto hai versato: il potere d'acquisto non è cresciuto. Le tasse non sono considerate: il calcolatore non le include, e sul guadagno si pagano imposte, quindi il risultato netto è più basso. Il tasso è un'ipotesi: il calcolatore usa un rendimento costante, che descrive abbastanza bene un rendimento fissato in anticipo, per esempio quello di un conto vincolato, e male uno strumento il cui prezzo oscilla. Come si legge il valore in euro di oggi lo trovi nella guida su inflazione e valore reale.

Il KID

Per i prodotti d'investimento «preassemblati», come fondi, ETF e alcuni tipi di polizze, esiste il KID, il documento con le informazioni chiave, che devi ricevere prima di acquistare. Ha uno schema standard europeo: indica la rischiosità su una scala da 1 (rischio basso) a 7 (rischio alto), il rendimento potenziale in diversi scenari (stress, sfavorevole, moderato, favorevole) e i costi. Non ogni strumento ne ha uno, e gli scenari non sono previsioni.

Contenuto a scopo informativo: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.

Fonti

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